Desorbitore per rifiuti e terreni contaminati
Trattamento in sito di fanghi, terreni e fondami. Progetto standard a CAPEX contenuto, senza recupero energetico.

Bonifica di suoli, fanghi e sedimenti contaminati da idrocarburi, PCB e composti organici volatili.
Vagliatura, deferrizzazione e dosaggio del materiale.
Il riscaldamento porta l’inquinante in fase gassosa.
Ciclone e filtro depolverano i gas a valle del tamburo.
Distrugge i contaminanti e scarica nel camino finale CH-01.
Linea solidi e linea gas di un impianto tipo, dal tamburo al camino. Ruotalo e apri ogni componente.
Trattamento in sito di fanghi, terreni e fondami. Progetto standard a CAPEX contenuto, senza recupero energetico.
Recupero di fanghi minerali da produzione industriale, con linea fumi dedicata.



Come funziona, quando conviene e cosa serve per progettare un impianto TDU.
Il desorbimento termico (TDU, Thermal Desorption Unit) è un trattamento di bonifica che separa i contaminanti organici dalla matrice solida scaldandola fino a farli passare in fase gassosa. Il terreno o il fango non viene bruciato: viene riscaldato in un tamburo rotante, i contaminanti evaporano e vengono distrutti a valle, nel post-combustore.
Il materiale in uscita, raffreddato e bagnato, può tornare in sito o essere avviato a recupero come End of Waste quando rispetta i limiti previsti.
Non è adatto a metalli pesanti non volatili: per quelli servono lavaggio (soil washing) o stabilizzazione.
La temperatura del materiale nel tamburo dipende dal contaminante: in genere 350–450 °C per gli idrocarburi, fino a 650 °C per IPA pesanti e PCB.
Il post-combustore lavora a ≥ 850 °C con tempo di permanenza di almeno 2 secondi, e a ≥ 1.100 °C se i gas contengono più dell’1% di sostanze organiche alogenate espresse come cloro.
Nel riscaldamento diretto la fiamma e i fumi sono a contatto con il materiale: resa termica alta, ideale per terreni e matrici granulari.
Nel riscaldamento indiretto il mantello del tamburo è scaldato dall’esterno: i gas di processo sono pochi e concentrati, scelta corretta per fanghi, contaminanti ad alta concentrazione o quando si vuole recuperare la frazione oleosa.
La scelta non si fa sul catalogo ma su umidità, granulometria e carico organico reali del materiale.
Spesso la soluzione migliore è una combinazione. SRI progetta sia impianti di desorbimento sia linee di soil washing: la scelta parte dal materiale, non dalla tecnologia da vendere.
Il solo costo di trattamento (energia, manodopera e manutenzione, escluso l’ammortamento dell’impianto) è indicativamente tra 50 e 90 €/t: verso il basso per terreni asciutti e granulari, verso l’alto per fanghi umidi o ricchi di organico.
Un impianto di desorbimento termico rientra nella gestione dei rifiuti (D.Lgs. 152/2006, Parte IV) e, per le emissioni in atmosfera, nella Parte V; i limiti al camino seguono il Titolo III-bis quando applicabile.
Secondo taglia e sito servono VIA o verifica di assoggettabilità, AIA o autorizzazione unica art. 208. SRI prepara gli input di processo per VIA, AIA e PAUR: bilanci di massa ed energia, P&ID, schede emissioni e layout.
Sostanze organiche vaporizzabili: idrocarburi, PCB e altri composti organici volatili, anche ad alte concentrazioni.
Tratta una gamma più ampia di contaminanti organici, anche concentrati, con concentrazioni residue minime nel materiale bonificato.
Dipende dal materiale: umidità, granulometria e tipo di inquinante decidono la configurazione.
Il solo costo di trattamento (energia, manodopera e manutenzione, escluso l’ammortamento) è indicativamente tra 50 e 90 €/t. Dipende da umidità, carico organico, contaminanti secondari, taglia, combustibile e logistica: con i dati del materiale facciamo una stima precisa.
Sì, con configurazioni trasportabili o fisse sul sito di bonifica.
Sì, se rispetta le concentrazioni soglia della destinazione d’uso o i criteri End of Waste.
Mandaci materiale, portata attuale e obiettivo. Ti diciamo se si può recuperare.
Scrivi a info@sriweb.it
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